Caso Englaro, la Santa Sede: "Togliere il sondino sarebbe omicidio"

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Caso Englaro, la Santa Sede: "Togliere il sondino sarebbe omicidio"

Messaggio Da stefano24 il Mer Nov 12, 2008 5:26 pm

Sospendere cibo e acqua ad un paziente in stato vegetativo è «un assassinio». La Chiesa cattolica ha ripetuto tante volte questa posizione negli ultimi mesi ma sentirla pronunciare direttamente dal card. Javier Lozano Barragan appare come un monito durissimo ai giudici della Cassazione

L'esponente della Santa Sede, in attesa della sentenza della Corte Suprema, ha voluto ricordare i confini etici invalicabili. «Sospendere idratazione e alimentazione in un paziente in stato vegetativo peggiora il suo stato, e la terribile morte per fame e per sete è una mostruosità disumana e un assassinio». Il porporato precisa che le sue parole non sono indirizzate al papà di Eluana, ma a chi «assumesse decisioni in questo senso». «L'accanimento terapeutico non si consiglia mai, ma l'idratazione e l'alimentazione non appartengono a questa categoria».


Al di là delle posizioni di principio ribadite da Barragan, il caso di Eluana Englaro ha costretto l'episcopato italiano a rivedere, lo scorso settembre, la propria posizione sul testamento biologico. La Cei, da sempre contraria a decreti legislativi per sancire le volontà di un individuo rispetto alla propria morte, ha deciso che una legge sul «fine vita» appare ora il male minore, di fronte alla possibilità che la materia finisca per essere decisa a colpi di sentenze giudiziarie. Basti ricordare le parole di Giuseppe Betori, nella sua ultima conferenza stampa da segretario della Cei, prima di insediarsi come arcivescovo di Firenze: «I pronunciamenti giurisprudenziali» nella vicenda di Eluana mettono a rischio «la vita di tutti».


Secondo i vescovi italiani, la legge non deve portare nè «ad abbandono terapeutico» nè ad «accanimento terapeutico»: l'idratazione e l'alimentazione - questo è un punto fondamentale per la Cei - non possono però essere considerate terapie e vanno dunque garantite. Così come, secondo i vescovi, non può essere il paziente a decidere sulla sua morte: l'ultima parola spetta sempre al medico, pur se in «comunione». con i familiari dell'assistito.


La sentenza che la Corte di Cassazione si appresta a pronunciare avrà sicuramente contraccolpi sulle varie proposte di legge riguardanti il «fine vita» (termine gradito alla Chiesa cattolica) o il «testamento biologico» (impostazione più laica) all'esame del Parlamento. Qualche settimana fa, dalle pagine del nostro giornale, mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio della Vita nonchè cappellano di Montecitorio, aveva auspicato che fosse cercata una «soluzione condivisa e partecipata» da tutti. E aggiungeva: «Credo che sia importante in questo momento rispettare il lavoro parlamentare».
Giancarla Rondinelli

12/11/2008

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Re: Caso Englaro, la Santa Sede: "Togliere il sondino sarebbe omicidio"

Messaggio Da Ultimotemplareterra il Sab Dic 06, 2008 9:02 pm

Togliere il sondino è un omicidio.
Lasciare una persona cara morire di inedia mi pare una crudeltà.
L'eutanasia ha bisogno di una assunzione di responsabilità.
L'aspettare che il corpo muoia per fame per la mancanza di responsabilità mi pare una vigliaccata.
Io non ho niente contro l'eutanasia , ma sarebbe meglio avvenisse tramite una morte veloce ed indolore con la presenza di chi ha deciso di darla.

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Messaggio Da stefano24 il Sab Dic 13, 2008 4:21 pm

Io sono del parere quale è giusto dire che nessuno può togliere la vita ad un'altro, ma è anche giusto che nessun altro possa decidere per la mia vita.
Voglio dire, se è stabilito che la volontà della ragazza è quella di staccare la spina, nessuno ha il diritto di negarglielo. Il problema è stabilire se è questo è ciò che veramente vuole, nel caso non fosse possibile accertarsene, qualcuno deve appunto prendersi la responsabilità.

In fondo per la natura non sarebbe sopravvissuta, dunque siamo noi umani che la manteniamo in vita.


Ultima modifica di stefano24 il Sab Gen 03, 2009 10:51 pm, modificato 1 volta

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