Esiste un sesto senso?

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Esiste un sesto senso?

Messaggio Da stefano24 il Dom Dic 07, 2008 11:28 pm

Nessuno ha finora dimostrato che sia possibile leggere il pensiero, prevedere il futuro o parlare con i defunti. Ma l'esistenza di qualcosa di molto simile a un "sesto senso" è ormai assodata. Secondo diversi studiosi si tratterebbe di un istinto che, elaborando le esperienze passate, ci aiuta a prendere in maniera intuitiva le decisioni migliori. Purtroppo, non sempre lo seguiamo.
Un aspetto particolare del sesto senso è stato indagato da Ronald Rensink, psicologo all'Università della British Columbia, in Canada. Secondo Rensink, alcune persone sono in grado di accorgersi che la scena che stanno guardando è cambiata, senza però riuscire a dire quale sia stato il cambiamento. Per provarlo ha mostrato a 40 volontari una sequenza di foto intervallate da schermate grigie, che si succedevano ogni quarto di secondo. A volte l'immagine era la stessa, mentre in altri casi veniva alternata a una simile, ma leggermente modificata. In questo secondo tipo di test, circa un terzo dei volontari riferivano di "sentire" che l'immagine era diversa, prima di capire effettivamente quali fossero i cambiamenti apportati. «Questo esperimento la dice lunga sul perché tante persone credono a un sesto senso» spiega Rensink.
Qualcosa di simile avviene nei casi di "visione cieca", un fenomeno di cui solo recentemente sono stati compresi i meccanismi. Si tratta di una percezione che avviene attraverso gli occhi, ma di cui non si è coscienti. Ci sono persone che, dopo aver subito un ictus o un trauma alla corteccia cerebrale, dicono di non vedere, ma sono smentiti dal loro stesso comportamento. Per esempio, fermano con una mano un oggetto che si dirige verso di loro, pur affermando di non averlo visto. Questa "visione residua", un autentico senso nascosto, è possibile perché la percezione visiva di queste persone segue un percorso diverso da quello solito. «Gli esperimenti» spiega Sergio Della Sala, neurologo all'Università di Edimburgo «dimostrano che se la lesione non ha danneggiato il mesencefalo (la "centralina ottica" del cervello) l'immagine percorre un sentiero alternativo che, pur partendo sempre dalla retina, passa dal mesencefalo e arriva a una zona della corteccia che circonda l'area visiva primaria». Ed è lì che, in modo non cosciente, verrebbe registrata l'immagine.

Massimo Polidoro

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